
A seguito dell’esposto presentato dal Segretario nazionale REA, Gabriella Caramanica SUL caso dell’allevamento abusivo di husky a Ponzano Romano, apprendiamo che che il 18 febbraio la ASL veterinaria, in collaborazione con i Carabinieri Forestali, ha effettuato un’ispezione nell’ambito di un’importante operazione di accertamento.
Dopo l’esposto– commenta il segretario nazionale REA – ci era pervenuta notizia informale per cui la Procura sembrerebbe avere difficoltà ad intervenire per carenze di fondi del Comune di Ponzano per cui dovrebbe essere il partito politico ad intervenire presso le associazioni di volontariato che a loro volta si dovrebbero prendere in carico gratuitamente oltre 220 cani. Non potendo più tollerare l’inerzia della burocrazia su una questione così grave – prosegue Caramanica- abbiamo sollevato la questione sul ruolo della ASl in quanto è inaccettabile che, nonostante le prove evidenti delle condizioni precarie in cui versano i cani, non siano ancora stati presi provvedimenti concreti”..
Le immagini agli atti documentano chiaramente le condizioni disastrose in cui sono costretti a vivere i cani: box in cemento privi di finestre e spazi esterni, sovraffollamento e totale mancanza di igiene. Dai materiali raccolti emerge che la struttura dell’allevamento avrebbe una capienza massima di 50 cani, mentre attualmente ne ospita oltre 220. Inoltre, una sentenza del Consiglio di Stato, emessa nel maggio 2024, stabilisce che il titolare dell’allevamento dovrebbe detenere esclusivamente tre fattrici e i relativi cuccioli destinati alla vendita. Questa situazione non solo rappresenta una grave violazione delle norme sul benessere animale, ma incide anche sulla sicurezza pubblica. Numerosi cittadini di Ponzano Romano hanno denunciato episodi di minacce e intimidazioni da parte del titolare dell’allevamento, contribuendo ad alimentare un clima di tensione nella comunità.
Ci auspichiamo che dopo gli accertamenti della ASL veterinaria effettuati dopo ben due anni vengano attuali provvedimenti definitivi al fine di mettere in sicurezza i cani, attualmente detenuti in condizioni inaccettabili e contrarie alle normative vigenti sul loro benessere, conclude il Segretario nazionale di REA.